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Palazzolo Acreide Città Patrimonio dell'Umantà

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Distrutta dal terremoto del 1693 rinacque la Palazzolo settecentesca fiorente di monu­menti, chiese e palazzi pregevoli opere d'arte. Palazzolo Acreide, singolare tassello del mosaico degli otto comuni del Val di Noto posti sotto la tutela deII'UNESCO, "in consi­derazione dell' eccezionale valore della sua architettura barocca testimonianza dell' esube­rante genialità delle maestranze che si impe­gnarono nella costruzione del Val di Noto dopo il terribile terremoto del 1693", merita da parte del visitatore una accurata attenzione
Se si accede a Palazzolo Acreide, da Ovest, per la via Roma si raggiunge Piazza Aldo Moro, nella parte bassa della città, sul lato Sud (a d.) dell'ampio spazio prospetta la Chiesa Madre, dedicata a San Nicolò, l'inter­no è a tre navate a croce latina con cupola, la trabeazione del cornicione presenta una ricca decorazione barocca. La facciata, rifatta nel 1893, presenta qualche motivo architettonico classicheggiante.
Dirimpetto alla Chiesa Madre, la vista laterale della Chiesa di S. Paolo che prospetta su Piazza S. Paolo. La chiesa di S. Paolo nasce sulla vecchia chiesa di Santa Sofia, la parte più pregevole è la facciata in stile baroc­co. Si sviluppa, in altezza, in tre piani con pronao. Si venera San Paolo Apostolo eletto nel 1688 Patrono di Palazzolo Acreide.Poco più avanti, si apre Piazza Umberto I dove sul lato ovest si può ammirare Palazzo Zocco dalle interessanti mensole figurate, da qui e per via Annunziata si scende verso la Chiesa dell' Annunziata, una delle più antiche di Palazzolo.Ricostruita dopo il terremoto del 1693 la Chiesa ebbe un’impostazione piu’ 
maestosa a tre navate. Tre sono i capolavori di indiscusso pregio artistico: l'altare di marmo intarsiato con marmi di diversi colori, rappre­sentanti l'allegoria della primavera, il sette­centesco portale barocco a colonne tortili binate, il quadro dell' Annunciazione di Antonello da Messina, oggi esposto al museo Bellomo di Siracusa. Ritornando in Piazza Umberto I si imboc­ca a sinistra via Garibaldi, caratterizzata da interessanti edifici settecenteschi, a destra (n. 127) Palazzo ludica-Cafici (oggi Caruso) con la più lunga balconata barocca del mondo. I mensoloni in numero di 27 sono mascheroni grotteschi differenti l'uno dall' altro. Sempre a destra dopo la scalinata di via Maestranza il Palazzo Ferla (n. 115). Lasciando via Garibal­di, a sinistra, all'altezza di palazzo Ferla ci si immette in una stradina che conduce alla Chiesa di S. Antonio Abate, progettata inizial­mente a tre navate a croce latina, non è mai stata completata. Il culto preminente è verso la Madonna Addolorata. Da Piazza S. Antonio si sale a destra, si attraversa via Garibaldi e percorrendo via Nicolò Zocco si incrocia via Gaetano Italia, scendendo a sinistra si può ammirare Palazzo Cappellani (n. 36) dei primi del novecento, destinato ad ospitare i reperti della collezione Iudica; si scende verso Piazza Liberazione e da qui salendo per via San Sebastiano si giun­ge alla centrale Piazza del Popolo dove si innalza imponente la Chiesa di San Sebastiano con la sua scenografica gradinata e la fastosa facciata a tre ordini. L'interno è a tre navate con pregevoli stucchi risalenti al 1783 e numerosi quadri tra cui quello di Santa Margherita da Cortona, opera di Vito d'Anna. Piazza del Popolo è dominata anche dal Palazzo Municipale che sorge sul sito del Monastero delle monache Benedettine (Badia), attualmente l'edificio presenta una struttura architettonica classicheggiante e negli intagli decorativi risente dello stile liberty. Lungo il loggiato di sinistra del Muni­cipio si snoda via Carlo Alberto, da qui in via Machiavelli (terza traversa a destra) si può visitare, nel settecentesco Palazzo Ferla­Bonelli, la Casa-Museo, testimonianza etno­antropologica della cultura contadina, frutto della grande passione e dedizione di Antonino Uccello per le tradizioni popolari Se si prosegue per via Machiavelli fino alla Chiesa dell'Orologio, imboccando via Soccorso ci si inoltra nel quartiere medioeva­le fino ai ruderi del Castello, se, invece, si retrocede in via Carlo Alberto, a pochi metri, in Piazza San Michele si staglia la graziosa facciata settecentesca dell'omonima Chiesa. Semplice nel suo insieme, la Chiesa di S. Michele presenta all'interno colonne in stile corinzio.  Procedendo per via Acre, in alto, a sinistra si imbocca Corso Vittorio Emanuele, subito a destra l'ampia scalinata da cui si accede alla Chiesa dell'Immacolata dall'elegante e singo­lare facciata convessa, unico esempio archi­tettonico tra le chiese palazzolesi. L'interno è arricchito dalla pregevole sta­tua della Madonna col Bambino di Francesco Laurana. Scendendo per il Corso Vittorio Emanuele, la più centrale e la più bella via cittadina, si possono ammirare eleganti edifici del '700 e dell' 800: a sinistra al n. 38 Palazzo Pizzo-Guglielmino, splendido esempio di palazzotto borghese barocco; un po' più avan­ti sempre a sinistra (n. 10) Palazzo Iudica, del XVIII secolo testimonianza architettonica di motivi del tardo barocco che si fondono a decorazioni di gusto spiccatamente neo-clas­sico, attigua a questo Palazzo vi è un'altra bella costruzione dello stesso periodo edifica­ta dai Messina-Ruiz. Proseguendo per Piazza del Popolo, via san Sebastiano, Piazza Liberazione si giunge in Piazza Pretura dove spicca lineare ed austero il Palazzo Pretura, edificato intorno al 1880. attualmente il palazzo ospita il comando della polizia municipale. Poco più avanti in Piazza Marconi la Villa Comunale, lussureggiante giardino sto­rico, che sorprende i visitatori per la varietà e la bellezza dei fiori. La Villa si può conside­rare la prima infrastruttura turistica del pae­se. È un' oasi di verde dove nel periodo esti­vo si può trovare refrigerio e quiete alI' om­bra di alberi secolari. Può essere considerata anche un giardino botanico per la grande varietà e rarità di alberi, arbusti e siepi L'Amministrazione comunale iniziò i lavori di costruzione nel 1880. Direttore ono­rario dei lavori e della progettazione del giar­dino fu il barone Vincenzo Messina di Bibbia letterato, poeta, già Sindaco del pae­se. Il barone Messina morì tragicamente, durante i lavori, nel giugno del 1881. A ricordo dell' illustre benemerito palazzolese, nel 1894, fu eretto un busto marmoreo Inizialmente, la Villa si sviluppava su tre via­li: uno centrale più ampio e due laterali più stretti. Ad abbellire il viale centrale nel 1881, fu posta una statua in pietra, la Flora, opera di Giuseppe Giuliano. Al centro di un ele­gante disegno di aiuole venne costruita una vasca con ninfee e pesci colorati. In seguito furono tracciati i vialetti che dall'ingresso si addensano verso il boschetto. Nel dopoguer­ra il vialetto che costeggia la via Purbella fu abbellito con lecci ognuno dei quali fu dedi­cato ad un caduto; il vialetto viene detto del­le "Rimembranze". Tra gli anni '50-'60 furo­no costruiti il chioschetto (piccolo luogo di ristorazione) e la

"Rotonda" (pista da ballo). Negli anni '70 la Villa è stata ancora amplia­ta Da Piazza Marconi per via Margherita, via Savoia, via Macallè si giunge in via Nazionale svoltando subito a destra la Chiesa e il Convento dei Padri Cappuccini. La Chiesa è di recente costruzione, l'interno, ad una sola navata, ha sei altari marmorei tutti di raffinata fattura. Proseguendo per via Nazionale a circa 300 m., a sud-est dell' abitato il Cimitero Monumentale, ultimato nel 1896, ricco di cappelle gentilizie, mausolei, cappelle bor­ghesi, piccoli monumenti, semplici sepoltu­re Le più importanti cappelle gentilizie sono di notevole pregio artistico, il visitatore avrà Modo di apprezzare vari stili archittonici quali liberty e il gotico.

 
 
 
 

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